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A GIUGNO INDOSSA IL VERDE, E' IL MESE DELLA SCOLIOSI



A Giugno abbiamo messo in piedi un'iniziativa per i nostri utenti, attraverso una campagna dedicata alla scoliosi che durerà tutto il mese.

Già a partire dal 1966 dalla Scoliosis Research Society in America ha ideato questa iniziativa per sensibilizzare le persone alla conoscenza della scoliosi in modo da poter fare più prevenzione e terapia opportuna.


INTRODUZIONE

La scoliosi colpisce particolarmente le ragazze e in minor numero i ragazzi, in particolare nel momento della loro crescita. Infatti l'incidenza maggiore si ha dagli 11 ai 14 anni, nel pieno del cambiamento fisico psicologico.

La scoliosi è un bel nemico per i ragazzi, in particolare se per risolverla hanno necessità di ricorrere al corsetto. Questa diagnosi spesso provoca importanti crolli emotivi, non solo per le ragazze che in un attimo devono imprigionare il loro corpo, appena iniziato a sbocciare, nella rigidità del busto, ma anche per i genitori che spesso sono afflitti da sensi di colpa per non essersi accorti in tempo di questo nemico.

Il mio impegno in questo mese sarà riportare ogni giorno un quesito formulato dai ragazzi o da i loro familiari in modo da condividere situazioni frequenti.

In questo mese abbiamo in programma rispondere a tante domande, che ci sono arrivate dai pazienti nel corso degli anni. Se ce ne fossero altre che ti vengono in mente non esitare a commentare o a contattarci.


PARLIAMO DI SCOLIOSI


La scoliosi è una malattia caratterizzata dalla deformità tridimensionale della colonna vertebrale. La deformità è data dalla rotazione di alcune vertebre, dall' inclinazione da un lato delle stesse e dall'appiattimento delle curve. Nell'80% dei casi la scoliosi non ha una causa specifica, ma è determinata da più fattori, il più certo è quello della familiarità.

Le scoliosi vengono classificate in base al periodo di diagnosi: ci sono le scoliosi infantili, quelle giovanili e adolescenziali se dopo i 10 anni. Quest'ultima è la più frequente e quella di cui ci occuperemo maggiormente.

La diagnosi certa di scoliosi si effettua con la radiografia e con l'esame obiettivo che permetterà al medico specialista di evidenziare altri segni importanti e di decidere l'approccio terapeutico adeguato. Fondamentale è la diagnosi precoce per essere tempestivi sul rischio di progressione.

Una prima valutazione può essere fatta anche dai genitori, insegnanti, allenatori, i quali avendo sotto osservazione i ragazzi hanno possibilità di evidenziare eventuali modifiche della schiena durante la crescita.

Importante ricordare che la diagnosi differenziale va fatta tra atteggiamenti scoliotici e scoliosi, cambia totalmente l'approccio e la prognosi. Non tutte le " schiene storte hanno la scoliosi " !


PREVENZIONE. L'IMPORTANZA DI UNO SCREENING PRECOCE


Come nella maggior parte delle patologie, la prevenzione è l'elemento fondamentale per fare una diagnosi precoce, per poter intervenire in modo tempestivo e efficace così da ridurre le problematiche successive. La prevenzione è la prima cura! Nella scoliosi una precoce diagnosi è molto importante perché può determinare l'evoluzione e la gravità della problematica. Nelle patologie adolescenziali, la scoliosi ha un'incidenza abbastanza alta e negli ultimi 15 anni sembra in aumento. Difficile capirne il motivo, forse i ragazzi hanno una vita più sedentaria, giocano meno all'aperto prediligendo l'utilizzo di strumenti tecnologici sulle attività motorie, hanno carenza di vitamina D. Sono tante le incognite, sta di fatto che in passato protocolli di screening venivano effettuati in ambito scolastico e forse questo permetteva di evidenziare precocemente le situazioni a rischio e essere poi immediati sulla possibilità di intervento, con un numero ridotto di ragazzi che arrivavano a scoliosi da corsetto. L'unica opportunità per fare prevenzione è fare valutazioni della postura nei vari momenti di crescita, ponendo molta attenzione ad alcuni campanelli di allarme da tenere sotto controllo e poi decidere in base all'evoluzione, se fare visita specialistica o un'osservazione più precisa. Lo screening, che è un'indagine di 1 livello, può essere fatto anche da personale non medico, come a esempio fisioterapisti specializzati in tale ambito, in collaborazione con medico specialista che effettui poi la diagnosi in caso di patologia. Il protocollo di valutazione dovrebbe essere fatto in ambito scolastico in modo da sottoporre tutta la popolazione a rischio. Sarebbe opportuno proporlo agli studenti dalla fine della quarta elementare fino alla prima media nelle femmine e fino alla seconda media nei maschi. Purtroppo la presenza di questi protocolli di screening nelle scuole è molto difficile se non impossibile, pertanto diventa importante la valutazione effettuata dai genitori e dal pediatra.


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