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La tallonite: Cos'è? Come si cura?

Si definisce tallonite un'infiammazione che colpisce la parte posteriore del piede, soprattutto nella zona del calcagno. Crea un forte dolore nella zona del tallone, intenso al mattino con diminuzione durante il giorno. Il cammino prolungato fa peggiorare il dolore.


  1. Fattori di rischio.

  2. Sintomi.

  3. Cause.

  4. La tallonite nei bambini.

  5. Cosa fare

  6. Trattamento fisioterapico

1. Fattori di rischio


Sono:

  • i ripetuti stress traumatici sul tallone spesso associati al tipo di sport come il podismo, calcio, basket, tennis, danza e altri.

  • scarpe inadatte utilizzate per tempi prolungati, con scarso sostegno della volta plantare oppure scarpe rigide che non permettono di ammortizzare il controllo contatto con il suolo.



  • alterazioni posturali quali piede piatto e piede cavo.



  • fattori metabolici.

  • età maggiore ai 50 anni, la quale predispone all'insorgenza della sintomatologia a causa della diminuzione dello strato adiposo della pianta del piede (necessario per ammortizzare la pressione dello stesso al contatto del suolo).

  • sesso femminile e nell'età adulta.

  • Obesità.


2. Sintomi


La tallonite è caratterizzata da intenso dolore sul tallone al momento dell' appoggio, più intenso al mattino con diminuzione durante il giorno. Si può avere un peggioramento del sintomo praticando attività sportive ma anche effettuando camminate prolungate. Generalmente è presente una tumefazione posteriore a livello dell’inserzione del tendine di Achille. Il dolore può diffondersi anche lungo la fascia plantare fino alla base dell'alluce.


3. Cause


La causa più frequente è il sovraccarico meccanico perché il tallone è la prima parte del piede che viene a contatto con il suolo durante la deambulazione, creando così microtraumi sulla struttura anatomica del osso. La tallonite può anche essere secondaria ad una infiammazione del tendine d’Achille o a fratture da stress. Il dolore intenso al tallone nelle persone adulte però è spesso secondario alla formazione della spina calcaneale, una calcificazione che si forma nella parte inferiore del calcagno dove si inserisce la fascia plantare. Questa crea una patologia infiammatoria detta fascite plantare la quale è spesso la conseguenza di movimenti scorretti e alterazione dell’appoggio del piede.



4. La tallonite nei bambini


Sempre più frequente è la comparsa di talloniti nei bambini in età compresa tra gli 8 e i 13 anni (morbo di Haglund). Questa è una patologia dell’età evolutiva (legata alla crescita) caratterizzata da un esostosi ovvero una formazione circoscritta, non neoplastica, che si manifesta con un'alterazione dell’ossificazione a livello della cartilagine di accrescimento con una tumefazione posteriore dell’inserzione del tendine di Achille. L’attività fisica intensa, in particolare con la pratica di salti e corsa, senza adeguati esercizi di allungamento possono favorire infiammazione delle suddette cartilagini di accrescimento del calcagno.



5. Cosa fare


Prima di tutto limitare l’attività sportiva e contattare un ortopedico e/o un fisioterapista esperto. Il medico può decidere di effettuare indagini diagnostiche se non è sufficiente l’esame obiettivo.

Il trattamento può prevedere farmaci antinfiammatori, fisioterapia e consigli per le calzature. Solo successivamente, e prevalemtemente per persone adulte, possono essere consigliati plantari.

L’importante e agire su più versanti e in contemporanea per ottenere migliori risultati e velocemente: la fisioterapia precoce è importante per risolvere i problemi che hanno favorito l’insorgenza del dolore; l'utilizzo di terapia fisica, terapia manuale esercizi posturali, il controllo dello schema del passo e gli esercizi di allungamento specifico sono spesso risolutivi delle sintomatologie dolorose sopra elencate.

Se ciò non bastasse possono essere necessarie ortesi oppure, solo in casi di non risoluzione, può essere necessario l’intervento chirurgico.


6. Trattamento fisioterapico


La terapia riabilitativa è nella maggior parte dei casi risolutiva per le problematiche di tallonite: grazie all'utilizzo di più tecniche diverse (terapia manuale, mobilizzazione articolate, taping neuromuscolare, mobilizzazione attiva, stretching e rieducazione posturale) il fisioterapista riesce a guidare il paziente verso una guarigione stabile. Per aumentare l'efficacia dei trattamenti è possibile impiegare terapie fisiche per gestire la situazione della sintomatologia.


  • Fisioterapia in fase acuta

Prima di iniziare qualsiasi trattamento è fondamentale da parte del terapista eserguire una buona valutazione funzionale, del dolore e dell'infiammazione. La valutazione è lo step più importante della riabilitazione e permette di pianificare gli obiettvi e tutti i passaggi per raggiungerli. Non esiste un protocollo standard ma un programma creato per il paziente.La riabilitazione inizia con cautela, passati i primi giorni di dolore acuto, efavorisce un rilassamento della muscolatura della zona dolente in modo da ridurre tensione ed infiammazione a livello locale. Si può, con gradualità, anche iniziare a proporre alcuni esercizi di mobilizzazione del piede e delle dita avendo cura di procedere nel rispetto del dolore senza anticipare i tempi.

  • Fase della remissione dei sintomi

Questa è la fase più importante della fisioterapia.Se inizialmente il dolore è la condizione di maggiore disagio per il paziente, ora la situazione sintomatologica è migliore permette di inserire esercizi, sia in ambito riabilitativo che a casa da eseguire autonomamente per potenzaiare i risultati. In ogni caso, è importante ricordare che, se eseguendo gli esercizi la sintomatologia dovesse riacutizzarsi, non di deve esitare a contattare il fisioterapista di fiducia.

  • Recupero del gesto atletico.

Il questa fase il paziente è sostanzialmente guarito e l'obiettivo è riportare il paziente all'effettuazione del gesto atletico.



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