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La pubalgia

La pubalgia è una patologia infiammatoria che colpisce le strutture inserzionali muscolo-tendinee inserite sulla sinfisi pubica ed è definita anche "retto-adduttoria" per l'interessamento specifico di questi muscoli. La pubalgia è una patologia molto frequente in ambito fisioterapico, generalmente relegata all'ambiente sportivo in particolare al calcio e al ciclismo. Può interessare anche altri sport dove gli atleti possono avere sintomatologia dolorosa per disordini posturali, sovraccarichi nel gesto atletico e altro.

Per la correlazione con determinate discipline sportive, la pubalgia è stata spesso ritenuta una patologia maschile: è certo, invece, che anche molte donne ne possono soffrire, non solo in relazione alle discipline sportive ma anche in situazioni fisiologiche quali la gravidanza.

Di seguito, quindi, esamineremo la pubalgia non solo come problematica sportiva ma anche come problematica posturale.


  1. Perchè pubalgia?

  2. Cause

  3. Sintomi

  4. Diagnosi

  5. Come curarla

  6. Conclusioni


1. Perchè pubalgia?


La pubalgia si può considerare come un'entesopatia delle inserzioni muscolo-tendinee (dei muscoli adduttori e addominali) sull'osso pubico, secondario ad un sovraccarico funzionale. Il fulcro della patologia è infatti a livello della sinfisi pubica, articolazione cartilaginea che unisce le due ossa pubiche, le quali sono poi collegate poi a tutto il resto del bacino.

Il disco fibrocartilagineo nelle donne ha uno spessore maggiore perchè deve modificarsi durante la gravidanza e il parto grazie a determinati ormoni. Questa piccola e delicata sinfisi è il punto di incrocio tra strutture muscolari molto forti che convergono dall'alto (muscolo retto dell'addome) e dal basso (muscoli adduttori, pettineo e gracile), i quali contribuiscono al collegamento del bacino con gli arti inferiori.




2. Cause


Le cause meccaniche sono di solito le più frequenti perchè alterano il delicato equilibrio delle strutture rendendo il tutto più vulnerabile al microtrauma inserzionale. Per tale motivo la pubalgia è una patologia molto frequente negli sportivi dove il sovraccarico muscolare è un evento assai probabile.

Disturbi meccanici possiamo però averli anche in una scoliosi, un'alterazione della colonna lombare, un marcato varismo delle ginocchia, una coxartrosi o in un'eterometria degli arti inferiori.

Durante la gravidanza, invece, possiamo avere pubalgia per l'aumento del peso e/o per la ridotta mobilità lombo-sacrale che non permette un'adeguata modifica durante la variazione posturale fisiologica.



3. Sintomi


Il paziente avverte dolore in zona inguinale e nella parte anteriore del pube; successivamente può comparire irradiazione verso gli addominali e lungo la coscia. Talvolta il dolore si irradia fino agli organi genitali causando anche errori diagnostici. Il dolore si accentua durante la pratica sportiva oltre che durante il cammino. In gravidanza può comparire già dopo il terzo mese. Nella donna si può avere pubalgia come esito da interventi chirurgici ginecologici e\o taglio cesareo.



4. Diagnosi


La diagnosi si effettua mediante l'anamnesi e la valutazione clinica della parte dolorosa, con test e palpazione. In caso dubbio, è importante confrontarsi con lo specialista che può richiedere un'ecografia per confermare la diagnosi. E' necessaria la diagnosi differenziale da ernia inguinale, artrosi d'anca e patologie urogenitali.


5. Come curarla


La prognosi dipende dalla tempestività di intervento, dall'età e dallo stato dei tendini; è importante seguire attentamente le indicazioni dello specialista, specialmente in ambito sportivo. Il fattore tempo è fondamentale: la sintomatologia presente da oltre 3 mesi, senza aver effettuato un adeguato trattamento, permette infatti l'instaurarsi di cornicità del problema con memorizzazione a livello corticale del sintomo e difficoltà ad ottenere risultati ottimi con la terapia. Le indicazioni di massima come terapia conservativa sono:

  • riposo o riduzione di attività sportiva, astenendosi dai carichi di lavoro che possono aver favorito la pubalgia e creando programmi adeguati di stretching, di esercizi in catena cinetica chiusa e di attività in piscina (con astensione allo stile rana);

  • controllo posturale ed esercizi di autocorrezione;

  • terapia manuale, connettivale, fasciale e stretching assistito;

  • tecarterapia, laserterapia alta potenza, ultrasuoni;

  • rieducazione funzionale con esercizi attivi di ricondizionamento sul range articolare senza dolore e ad incremento progressivo fino al completo recupero.




6. Conclusioni


La prognosi dipende dalla tempestività di intervento, dall'età e dallo stato dei tendini; è importante seguire attentamente le indicazioni dello specialista, specialmente in ambito sportivo.Il fattore tempo è fondamentale: la sintomatologia presente da oltre 3 mesi, senza aver effettuato un adeguato trattamento, permette infatti l'instaurarsi di cornicità del problema con memorizzazione a livello corticale del sintomo e difficoltà ad ottenere risultati ottimi con la terapia.

Le indicazioni di massima come terapia conservativa sono:

riposo o riduzione di attività sportiva, astenendosi dai carichi di lavoro che possono aver favorito la pubalgia e creando programmi adeguati di stretching, di esercizi in catena cinetica chiusa e di attività in piscina (con astensione allo stile rana);

controllo posturale ed esercizi di autocorrezione;

terapia manuale, connettivale, fasciale e stretching assistito;

tecarterapia, laserterapia alta potenza, ultrasuoni;

rieducazione funzionale con esercizi attivi di ricondizionamento sul range articolare senza dolore e ad incremento progressivo fino al completo recupero.



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